Hanno perso il loro centro dialisi e chiedono di poter continuare a curarsi. Giovedì 8 ottobre, nella Prefettura di Reggio Calabria, i pazienti rimasti senza il Centro San Giorgio, fermo dopo l’interruzione dell’attività, hanno avuto un posto al tavolo: quello di Giuseppe Gallo, dializzato, accanto al prefetto Clara Vaccaro, alla direttrice generale dell’Asp Maddalena Berardi, al consigliere comunale e medico di Nefrologia del Gom Francesco Catalano e a una delegazione di Fintred guidata dal coordinatore regionale Francesco Puntillo, con la vicepresidente reggina Carmela Caridi, mentre un rappresentante dell’Aned seguiva in videoconferenza.
Il fatto
Le ipotesi emerse si articolano su tre orizzonti temporali. Nell’immediato si punta a un terzo turno notturno al Gom, misura d’emergenza che potrebbe durare al massimo uno o due mesi. Nel medio termine l’Asp ha prospettato la ricollocazione di tre o quattro posti rene, provenienti da Melito Porto Salvo e da Scilla, in un locale di Reggio Calabria già individuato. Nel lungo termine è stata indicata la realizzazione di un centro dialisi territoriale in città, con tempi stimati in uno o due anni.
Fintred ha espresso perplessità sulla sostenibilità di queste soluzioni, chiedendo di valutare le condizioni cliniche e la fragilità dei pazienti chiamati a cambiare orari e modalità di cura, e teme che il trasferimento dei posti da Melito Porto Salvo e Scilla sposti la criticità da un territorio all’altro. L’associazione ha riconosciuto la disponibilità del Gom, ma ha ribadito che l’ospedale non può sostituire stabilmente una rete territoriale insufficiente.
La determinazione di Fintred
Il passaggio più delicato ha riguardato il fabbisogno di posti dialisi. Fintred ha richiamato la deliberazione dell’Asp n. 582 del maggio 2018, che lo quantificava in 29 posti rene e che nel confronto è stata giudicata superata, fino a essere liquidata come «carta straccia». Per l’associazione, però, un fabbisogno già rilevato non può essere accantonato senza una nuova valutazione e senza decisioni amministrative concrete. Il verbale della riunione congiunta tra Asp e Gom dell’11 febbraio 2025 indicava la necessità di 38 posti rene aggiuntivi, compresi i 16 di un centro territoriale a Reggio Calabria mai realizzato: una valutazione, non un’autorizzazione. Fintred chiede quindi quale seguito abbia avuto quel percorso.
La risposta dell’autorità sanitaria
Il 29 gennaio 2025 il direttore generale del Dipartimento Tutela della Salute Tommaso Calabrò aveva prospettato l’aggiornamento della rete, con un decreto del commissario ad acta da sottoporre alla firma del Presidente della Regione: a oltre un anno di distanza l’associazione ne chiede lo stato. Ricorda inoltre il precedente del centro Enpas, rimasto sulla carta.
I pazienti restano sospesi
Quando l’associazione ha chiesto di approfondire il tema, il confronto si è irrigidito: alla delegazione è stato risposto che bisognava concentrarsi sull’emergenza e che il fabbisogno spetta alla Regione Calabria. Fintred ha allora chiesto di limitare la discussione alle soluzioni immediate, senza rinunciare alle proprie richieste né avallare le ipotesi di medio e lungo periodo, e continuerà a sollecitare gli organismi regionali.
Resta un dato: la Regione, titolare delle decisioni programmatorie, non era presente al tavolo. Per Fintred emergenza e soluzione strutturale devono procedere insieme, perché i pazienti hanno bisogno non solo di una risposta per le prossime settimane, ma di continuità assistenziale, servizi accessibili e certezze sul futuro.
Federico Minniti




