Un accordo firmato in mezzo allo Stretto, sulla nave «Elio», per unire Reggio Calabria e Messina. Le giunte guidate da Francesco Cannizzaro e Federico Basile lanciano un’intesa per un’Agenzia unica per la mobilità, lo «Stretto Pass» e collegamenti più rapidi con l’aeroporto. Ma il protocollo non prevede risorse immediate: per trasformare le promesse in servizi servirà ora l’intervento dello Stato.
Per firmare l’accordo hanno scelto di non stare né a Reggio né a Messina. Venerdì 16 ottobre le due giunte sono salite sulla nave «Elio» della Caronte & Tourist e hanno tenuto in mezzo allo Stretto la loro prima seduta congiunta: il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro da una parte, quello di Messina Federico Basile dall’altra, con le rispettive giunte al seguito. Sulla carta, un protocollo. Nella messa in scena, un messaggio che Roma non può fingere di non aver letto: l’Area Integrata dello Stretto comincia dall’acqua, cioè dal luogo che per secoli ha diviso e che oggi, dicono i due sindaci, deve unire.
Dall’intesa tra i sindaci all’Agenzia Unica dello Stretto
Il percorso non è nato sul ponte di una nave. L’11 agosto l’incontro a Palazzo Alvaro, il 9 ottobre la visita di Cannizzaro a Palazzo Zanca, e Basile ha raccontato di aver preso il primo caffè a luglio proprio con il collega reggino: la politica dello Stretto, per ora, è fatta di visite, strette di mano e un’intesa personale che adesso prova a farsi atto. Cannizzaro ha parlato di «evento storico» e ha ricordato gli oltre cinquemila spostamenti pedonali che ogni giorno legano le due sponde. Il testo, undici articoli validi cinque anni, rinnovabili, con recesso a sessanta giorni, sposta il baricentro dalle parole ai servizi: sei direttrici, dalla mobilità al turismo, dalla cultura all’università, alla protezione civile, alla buona amministrazione, e al centro l’Agenzia Unica dello Stretto per la Mobilità, che dovrà programmare il trasporto pubblico marittimo e terrestre e attrarre finanziamenti.
Stretto Pass e collegamenti rapidi con l’aeroporto
Poi i dettagli che il pendolare capisce subito: un titolo integrato, lo «Stretto Pass», un collegamento rapido tra Messina e l’aeroporto con pontile e navette, la richiesta ai vettori del «Tito Minniti» di aggiungere «Reggio Calabria – Messina» al nome commerciale dello scalo, un servizio per i messinesi diretti all’aeroporto e il progetto di un approdo a San Gregorio per raggiungere direttamente l’aerostazione dal mare.
Il nodo dei finanziamenti e il ruolo del governo
Ma è nel finale che la cronaca diventa politica. L’articolo 8 mette nero su bianco che il protocollo «non comporta obbligazioni finanziarie immediate né trasferimenti di risorse tra le Parti», e l’articolo 10 che non vincola terzi. Nessun impegno di spesa, dunque: la forza dell’accordo è tutta nella cornice, e a riempirla dovranno essere altri. Cannizzaro lo sa, e infatti guarda a Roma: per istituire l’agenzia e sbloccare fondi straordinari servirà una norma dello Stato, e sarà il Parlamento a doverla scrivere.
Trasporti, tariffe e continuità territoriale dello Stretto
Intanto, in attesa del ponte, si lavora a sincronizzare le corse delle navi veloci con i voli per Roma e le due città si preparano a chiedere al governo incentivi per abbassare le tariffe degli attraversamenti, fino all’ipotesi ancora vaga di una «continuità territoriale dello Stretto» sul modello sardo. Resta un’intesa da rendere credibile, e un governo da convincere che lo Stretto, oltre che una distanza da coprire con un’opera, è già un territorio unico. Sulle due rive vivono oltre un milione di persone, 1.103.453 al 1° gennaio 2026 secondo i dati citati da Basile, che aspettano di vedere se quel patto, firmato in mezzo al mare, arriverà a terra.
Federico Minniti




