A Reggio Calabria la Caritas diocesana sostiene 18 mila persone in difficoltà grazie alle mense, distribuite in varie modalità, e alle vacanze solidali.
La riflessione del tecnologo alimentare Antonio Paolillo in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione.

Giornata mondiale dell’alimentazione, innovare oggi per nutrire il domani

La Giornata mondiale dell’alimentazione si è celebrata venerdì 16 ottobre in circa 150 Paesi del mondo per ricordare la fondazione della FAO e rinnovare l’impegno globale contro la fame. Il tema di quest’anno è «Innovare oggi per nutrire il domani». Le sfide globali sono molteplici: i cambiamenti climatici e i conflitti mettono a rischio i raccolti e la distribuzione del cibo, mentre milioni di persone, specialmente le fasce più deboli, soffrono ancora la fame o una grave carenza di nutrimenti.

Negli ultimi anni si parla molto di tecnologie agricole innovative, pilastro del tema di quest’anno. Nella nostra città è presente il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che offre un valido contributo in termini di ricerca e di sperimentazione per testare le nuove tecnologie sul territorio. Allo stesso tempo i tecnologi alimentari si stanno impegnando sul versante della riduzione degli sprechi e del riutilizzo delle eccedenze. Innovare, però, non significa solo digitalizzare i campi, ma ripensare radicalmente i canali di distribuzione, perché il cibo non perda il suo valore etico e nutrizionale lungo il tragitto dal produttore alla tavola.

Scelte sostenibili e lotta agli sprechi, il ruolo dei cittadini

Molto possiamo fare anche noi cittadini, perché i consumatori conservano un enorme potere d’acquisto e di scelta. Adottare modelli alimentari più sostenibili, prediligendo la stagionalità, riducendo lo spreco domestico e orientandoci verso diete a minor impatto ambientale, è il primo tassello di un cambiamento non più rimandabile. Oltre l’emergenza, però, non dimentichiamo mai il valore della relazione umana.

La Caritas di Reggio Calabria – Bova al fianco di 18 mila persone

La Caritas diocesana di Reggio Calabria – Bova si conferma il cuore pulsante del welfare di prossimità sul territorio reggino, un punto di riferimento insostituibile per migliaia di famiglie e persone sole che affrontano ogni giorno lo spettro della povertà e dell’isolamento sociale. Gli ultimi dati diffusi sono preoccupanti: si parla di 18 mila persone in condizioni di difficoltà, per molte delle quali è stato necessario un sostegno continuativo, dalle mense alla distribuzione dei beni alimentari, fino al vestiario e alle cure per i neonati.

Grazie al costante sforzo dei volontari e alla collaborazione con le realtà locali, la distribuzione dei pasti e le cene su strada non si fermano mai, nemmeno nei mesi estivi più torridi, come quelli appena trascorsi. L’approccio innovativo della Caritas si riflette in iniziative capaci di accorciare le distanze relazionali.

La Vacanza Solidale a Cucullaro, condivisione e inclusione

Tra le esperienze più significative dell’ultimo periodo spicca la Vacanza Solidale a Cucullaro, svoltasi tra i boschi dell’Aspromonte, presso il Soggiorno San Paolo, nella prima settimana di settembre. Sostenuto dai fondi dell’8xmille, il progetto ha permesso a famiglie in temporanea difficoltà economica, seguite dai centri di ascolto, di trascorrere alcuni giorni di riposo e svago insieme a operatori e giovani del servizio civile. Attraverso laboratori creativi e momenti comunitari, la vacanza ha dimostrato come la vera inclusione parta dalla condivisione della quotidianità e dalla valorizzazione dei talenti di ciascuno, abbattendo barriere ed etichette legate al bisogno.

«Nessuno escluso mai», una responsabilità collettiva

La Caritas di Reggio Calabria – Bova continua così a tessere una trama di speranza, ricordando alla cittadinanza che la lotta alla povertà non si esaurisce nella delega alle associazioni, ma richiede una presa di coscienza collettiva. Sostenere queste realtà significa investire sul tessuto sociale della nostra città, affinché nessuno si senta invisibile o lasciato indietro, come amava dire monsignor Italo Calabrò: «Nessuno escluso mai».

di Antonio Paolillo, tecnologo alimentare