Oggi alle dieci del mattino le campane di tutte le chiese francesi suoneranno per sette minuti perché Leone XIV atterrerà a Orly per iniziare un viaggio che mancava da tanto tempo… l’ultimo papa a visitare la Francia fu papa Benedetto XVI nel 2008. Prevost sarà protagonista di un articolato programma tra Parigi, Saint-Denis, Lourdes e Metz.
Un viaggio apostolico, rifiutati i fasti della visita di Stato
Prima ancora di arrivare in Francia, però, ha già lanciato alcuni messaggi abbastanza eloquenti. Secondo La Croix, la Santa Sede ha lasciato cadere diverse richieste dell’Eliseo: niente Legion d’onore e nessun pranzo o cena di Stato, nessun passaggio a due con Emmanuel Macron dentro Notre-Dame ricostruita, che il presidente avrebbe voluto per mostrare il cantiere finanziato in larga parte dallo Stato. L’entourage presidenziale smentisce ogni frizione («Tout ça est faux»), ma effettivamente non è necessario immaginare attriti: semplicemente si tratta di due idee diverse del viaggio. Parigi immaginava una visita di Stato, mentre Roma ha confermato un viaggio apostolico, anche perché, a soli sette mesi dalle presidenziali, sarebbe stato difficile immaginare qualcosa di diverso.
Il motto del viaggio e il dibattito sul fine vita
Il motto scelto, «Pour que le monde ait la vie» (Perché il mondo abbia la vita), tratto dal Vangelo secondo Giovanni, è stato letto come una presa di posizione nei confronti della legge sul diritto all’aiuto a morire, approvata in via definitiva il 15 luglio scorso e promulgata il 18 agosto. Il programma sembra andare nella stessa direzione: domenica pomeriggio, a Lourdes, il Papa incontrerà gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre-Dame, la struttura che ospita i pellegrini malati.
La Chiesa francese, una crisi antica e la speranza dei nuovi battesimi
Al di là di queste letture valoriali, vale la pena focalizzarsi anche sulla condizione della Chiesa che accoglierà il Papa, una comunità che vive una situazione singolare: i sacerdoti presenti in Francia erano 38.876 nel 1980 e sono 12.590 nel 2024; le parrocchie sono scese da 38.391 a 10.925. Nella notte di Pasqua, però, sono stati battezzati 21.386 fra adulti e adolescenti, con una crescita annua del 28% fra gli adulti e un totale più che triplicato in un decennio. Inoltre, il 42% dei nuovi battezzati ha fra i 18 e i 25 anni. Anche per questo, sabato mattina, nei locali dell’Istituto cattolico di Parigi, il Papa incontrerà l’assemblea sinodale provinciale dell’Île-de-France, che ha allargato l’organo deliberante fino a comprendere catecumeni e neofiti.
A Lourdes l’incontro con le vittime di abusi
A Lourdes, Leone XIV riceverà sette vittime di abusi commessi nella Chiesa: luogo, orario e composizione del gruppo restano riservati per scelta del vescovo Jean-Marc Micas. Intanto la facciata della basilica del Rosario perde definitivamente i mosaici di Marko Rupnik. Le due rampe che scendono dall’edificio dovevano richiamare le braccia della Vergine e oggi, spiega Micas, ricordano «les bras d’un possible agresseur sexuel».
A Metz il messaggio all’Europa
L’ultima tappa è Metz, terra di Robert Schuman. Macron ha invitato i ventisette capi di Stato e di governo dell’Unione all’incontro sulle radici europee della pace. Lì, come all’Unesco, il Papa parlerà in inglese: un americano ricorderà all’Europa perché è nata, nonostante da Washington arrivino critiche all’Unione e allo stesso Pontefice, accusato da Donald Trump di debolezza in politica estera. Il resto lo diranno i nove discorsi e le quattro omelie.




