Università e mondo accademico, periferie e campagna elettorale, la festa della Patrona e una Chiesa che si interroga sulla pace nel nuovo numero dell’inserto diocesano
Domani, domenica 20 settembre 2026, torna in edicola Avvenire di Calabria, l’inserto settimanale del quotidiano Avvenire. Un numero che parte dalle aule universitarie e arriva alle periferie, passando per i giorni in cui Reggio si è stretta attorno alla sua Patrona.
Restare, studiare, fare futuro
L’apertura è un viaggio tra atenei e accademie calabresi. Don Michele Munno, alla guida dell’Istituto Teologico Calabro “San Francesco di Paola”, indica nello studio una forma concreta di speranza e chiede alla teologia di misurarsi con le domande vere del territorio, dallo spopolamento delle aree interne all’intelligenza artificiale. Piero Sacchetti, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, difende una formazione che governa criticamente algoritmi e nuove tecnologie e invita i giovani a partire per scelta, mai per necessità. Sul disagio giovanile, lo psichiatra Federico Tonioni spiega perché famiglia e solitudine pesino più della genetica.
Arghillà, le suppletive e le aule che si svuotano
Nelle pagine di attualità, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presentato in Prefettura il Programma Straordinario di Riqualificazione per Arghillà: cinque milioni di euro per strade, illuminazione, riapertura del plesso scolastico, videosorveglianza e bonifica. Sullo sfondo resta la questione degli alloggi popolari. Spazio poi alla volata finale verso le suppletive, con le posizioni di Benedetto, Giannetta e Toscano e la scelta di Fabio Roscioli di declinare l’intervista. Il consigliere regionale Giuseppe Falcomatà lancia l’allarme sulla desertificazione scolastica: quasi cinquemila studenti in meno in un anno e 55 cattedre di potenziamento tagliate.
I giorni della Consolazione
Il dossier centrale è dedicato alla festa della Madonna della Consolazione. Il nunzio apostolico monsignor Edgar Peña Parra, che ha guidato il pontificale in Cattedrale, ha portato il saluto di Leone XIV e chiesto alla Chiesa reggina di restare aperta, capace di tendere ponti e di affrontare le sfide nuove, intelligenza artificiale compresa. L’arcivescovo Fortunato Morrone, nell’omelia di apertura, ha riletto la parabola del servo spietato per parlare di un perdono senza misura che chiama il male per nome e invita la città a crescere nella corresponsabilità. Il sindaco Francesco Cannizzaro ha rinnovato per la prima volta l’offerta del cero votivo scegliendo tre parole: legalità, periferie e memoria. Palazzo Campanella ha aperto le porte alla festa con mostre, proiezioni e una nuova sezione mariana.
Una Chiesa che si interroga
La Conferenza episcopale calabra ha approvato a Catanzaro il nuovo regolamento, fermo dal 1982, avviando il cammino verso la Gmg di Seoul 2027 e rilanciando oratori e sport come argine al disagio giovanile. L’Unitalsi chiede ai vescovi di tornare a promuovere il “Treno Bianco”, il Banco Alimentare si rivolge alle imprese agroalimentari in vista dell’inverno e l’Issr dedica tre giorni di studio alla pace in un mondo segnato dal riarmo. Ci sono poi l’Ottobre missionario nel centenario della Giornata e il racconto del seminarista Pietro Roscitano verso l’ordinazione diaconale.
Ambiente, cultura e i conti di casa
Chiudono il numero le pagine di società e cultura: i rincari delle materie prime agroalimentari, con il grano cresciuto del 37,03% in un anno, il World Cleanup Day raccontato da Plastic Free Reggio Calabria, lo studio del Cnr e dell’Università di Pisa secondo cui i navigatori satellitari riducono fino al 14% la varietà dei percorsi urbani e l’analisi di Giulio Sapelli sul nuovo disordine globale.
Tutto questo, insieme a molti altri approfondimenti, vi aspetta nelle edicole calabresi.
Davide Imeneo




